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  • Claudia Battistoni

Acqua e rosmarino

Emma ha più di ottant'anni. E' piccolina, parla in dialetto e ha gli occhi che sorridono.

E' uno di quegli incontri che difficilmente dimentichi.

"Claudia vié qui! Guarda se so' fatte bé" - mi chiede, e poi mi porge un foglio scritto in corsivo - "Claudia la casa mia era fatta de pietra e le pietre cadevano sul letto. Adesso non c'è più. Te sei svegliata mai co le pietre sul letto?"


Emma l'ho conosciuta esattamente un anno fa ad Acquasanta.

Le mani piccoline, i capelli scuri, quando si vergogna piega la testa in avanti e socchiude gli occhi sorridendo. C'è un sapere antico e prezioso nelle sue gestualità.


Emma, forse da sempre ma non lo ricorda, la sera fa una cosa:


Prende l'acqua e la mette a bollire.

Poi ci mette il rosmarino, lo fa riposare e lo beve prima di andare a dormire.

"E non so chi me l’ha insegnato, ma lo so" - ha detto un giorno di maggio.




In queste giornate grigie le persone lontane sembrano ancora più lontane. I visi che amiamo non sono gli stessi dietro un telefono. Ci sentiamo dentro una bolla.

Distanti. Troppo distanti.


Sembra di vivere in un sogno. La nostra casa osserva rispettosa il nostro pensare più lento. Le giornate nere, il gelsomino che sboccia, il sole che tramonta, qualcosa che manca.


Anche il nostro sonno è disturbato.

Tanti sono i pensieri che arrivano quando tutto rallenta.


E allora stasera facciamo tutti come Emma.

Prendiamo un pò d'acqua, mettiamola a bollire con il rosmarino e facciamola riposare.

E poi beviamola e andiamo a dormire.


"E non so chi me l'ha insegnato, ma lo so"